Seabee pipe front

Seabee – racconto della creazione di una pipa scultorea

Quando mi arriva una richiesta di pipa scultorea su commissione, capita di avere a che fare con soggetti che mai avrei pensato di scolpire, o addirittura di cui ignoravo l’esistenza.
La mia ultima pipa scolpita, di cui scrivo, rappresenta l’esmblema delle Seabees (si legge come “C B” in inglese, che sta per Constuction Battalions). Si tratta del simbolo delle “Api di mare”, genieri militari della United States Navy, unità fondata durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’emblema originale dei “Sabees”.

Il cliente, un fiero Seabee, ha richiesto anche che a “cavallo” della Seabee ci fosse una simpatica pin-up stile anni ’50 in divisa da marinaio. Questa ha naturalmente complicato di molto il lavoro, ma allo stesso tempo lo ha reso più divertente e interessante.

Le difficoltà principali di questa pipa, e novità rispetto ai lavori che solitamente faccio, sono state la presenza di due personaggi in posa dinamica (solitamente le mie pipe scolpite hanno, al contrario, una certa simmetria), lo studio della loro interazione e quindi dei volumi e delle posizioni, e la minuziosità del lavoro. Per racchiudere questa complessa scultura in una dimensione ideale (e non spropositata) per una pipa, alcuni elementi sono risultati davvero piccoli per i miei standard. Ad esempio il viso della lady misura 7mm da mento a fronte. Il fiocchetto della sua divisa e le dita della sua mano sono forse tra le cose più piccole che io abbia mai intagliato.

Il progetto

Per prima cosa, ho cercato numerose immagini della Seabee, e anche di versioni scultoree della stessa. Molte delle immagini mi sono state fornite dal cliente stesso.
Ho ovviamente cercato immagini di pin-up possibilmente nella posa che avevo in mente.

Mio disegno della vista laterale della pipa.

Il primo disegno messo su carta, come solitamente faccio, è la vista laterale, che definisce lo “shape” della pipa. In questo passaggio ho cercato di stabilire dimensioni generali (anche in base ai blocchi di radica che avevo disponibili), di cercare il posizionamento ideale della camera di combustione, e il posizionamento e la forma di cannello e bocchino. La forma allungata e ad “S” di quest’ultimo, nella mia idea, avrebbe potuto conferire un senso di dinamicità, come fosse una “scia” dell’ape in volo.

Dopo aver fatto il disegno laterale, ho abbozzato la vista frontale, anche per valutare la massima larghezza del blocco di radica. Non avendo a disposizione una infinita varietà di blocchi di radica stagionati, il progetto è stato in parte un lavoro di “adattamento” al pezzo candidato tra quelli che avevo a disposizione.

A questo punto, data l’elevata complessità, non mi sentivo ancora affatto sicuro di mettere mano sul legno, e mi è stato indispensabile procedere alla realizzazione di un bozzetto in argilla per studiare i volumi e per avere a disposizione, durante la scultura del legno, un modello d riferimento da osservare e studiare costantemente.

La realizzazione del bozzetto in argilla. In alto: Bozza per la vista frontale e varie immagini di riferimento.

Il modello è stato realizzato con argilla tradizionale; l’ho realizzato in una scala più grande rispetto alle dimensioni previste per la pipa, anche perchè mi era difficile maneggiare pezzi troppo piccoli e ottenere dettaglio con l’argilla tradizionale. Successivamente, per altri lavori, ho trovato più adatta a questo scopo l’argilla polimerica tipo “Super Sculpey”, molto più facile da gestire e che permette un dettaglio elevatissimo anche in piccolo… e soprattutto ha il vantaggio di non cambiare consistenza o indurire nel tempo finchè non si decide di cuocerla nel forno domestico per farla solidificare definitivamente.

Il modello in argilla.

In questa fase, ovviamente, la pulizia non mi interessava. Anche i dettagli minuziosi li ho tralasciati perché l’obiettivo era lo studio degli elementi che compongono le figure, e dei volumi.

La realizzazione

Il blocco di radica con la sagoma e le tracce per tagli e fori.

Una volta terminato il modello in argilla (uno o due giorni di lavoro sono stati sufficienti), è iniziata ufficialmente la realizzazione della pipa. Come al solito, il primo passo è stato disegnare la sagoma laterale del fornello sul blocco di radica di Erica Arborea toscana, con le tracce per i fori. Il pezzo è stato poi sagomato con sega a nastro e le forature effettuate su tornio.

bandsawing pipe
Il pezzo sagomato con sega a nastro.

A questo punto ho cominciato la fase di sgrossatura. Osservando il modello in argilla, ho tracciato a penna alcune linee per individuare le aree di materiale da rimuovere, lasciando ovviamente un certo margine per non eliminare accidentalmente troppo materiale. Sono partito dalla testa dell’ape, che ritenevo fosse un punto più facile da cui partire.

Un paio di frese utilizzate per sgrossare.

A questo scopo ho utilizzato il mini-trapano Dremel (prima edizione made in USA) con prolunga flessibile, montando delle frese al carburo che rimuovono molto velocemente matreriale, lasciando però una supericie poco pulita.

Questa fase è abbastanza lunga e, mentre si procede, bisogna costantemente osservare il pezzo nel complesso. Io cerco di eliminare materiale in maniera costante da tutte le parti della pipa, senza scendere ad eseguire i dettagli di una singola zona.

La fase di sgrossatura.

Una volta ottenuta la forma grossolana, ho realizzato il bocchino, per poter lavorare meglio nella zona di connessione tra questo e la pipa. Insieme al cliente abbiamo optato per un classico colore nero uniforme, e non un colore sgargiante o una colorazione variegata, per concentrare l’attenzione sulla parte scultorea della pipa, già molto “ricca” di dettagli.

Il bocchino con doppia curva, ancora da rifinire e lucidare.

Il bocchino è stato forato, poi lavorato a mano, come tutti quelli che realizzo, e ho modellato la doppia curva con l’ausilio di una pistola termica.

Dopodiché è iniziata una prima fase di dettaglio. Gli elementi vengono definiti maggiormente, sempre con l’ausilio di frese di varie forme. In questa fase inizio ad utilizzare frese più piccole. Ho rimosso materiale tra le braccia dell’ape.
In alcuni punti ho iniziato ad utilizzare già gli utensili manuali da taglio. Ad esempio per definire le dita del personaggio.

Utensili da palmo su misura realizzati da Ben Bartalesi.
Alcuni utensili da intaglio in miniatura “micro carving tools” della Dockyard USA
Bisturi Bayha con lame intercambiabili.

Mano mano che raggiungevo livelli di dettaglio più elevati e cominciavo definire tutti gli elementi, abbandonavo gli utensili elettrici per continuare esclusivamente con utensili manuali, per avere più controllo e precisione. Ne ho una abbondante varietà. Da sgorbie da palmo (alcune realizzate appositamente per me da Ben Bartalesi, davvero di eccellente fattura e qualità) ad utensili micro, a coltelli, ad un versatile bisturi con lame intercambiabili (parlo del Bayha con manico in acciaio inox, che personalmente adoro).

Per ottenere una superficie pulita sulla radica (e su questo pezzo in particolare, molto duro ed incline al “tear out”) occorrono degli utensili affilatissimi e che mantengano l’affilatura a lungo. Il vantaggio di pulire la superficie con l’azione del “taglio” degli utensili, è che successivamente sono necessari meno passaggi di carta abrasiva per “spianare” la superficie. Si può partire da carte abrasivi fini, con il vantaggio di evitare graffi visibili alla fine del lavoro. Nella fase di carteggiatura, infatti, sono partito dalla carta abrasiva grana p240 (anche p320 per alcune zone).

Semplice supporto in legno per carta abrasiva.

Per raggiungere zone “difficili”, ad esempio tra le braccia dell’ape, ho utilizzato pezzetti di carta abrasiva incollati su pezzettini di legno curvi e sottili.

In questa fase bisogna cercare di ottenere elevata pulizia all’interno di spigoli e zone strette: in queste zone conviene intervenire direttamente con utensili affilatissimi andando ad eseguire dei tagli “a tacche” per ottenere una netta, pulita, e profonda separazione tra le parti (questo aiuta ad ottenere una maggiore “leggibilità” della scultura. Ovviamente è necessario avere a disposizione una grande varietà di “lame” ed utensili con forme diverse.

Due fasi intermedie, tra sgrossatura e dettaglio.

La fase di rifinitura è estremamente lunga. Ai limiti dello sfinimento. In compenso è in questa fase che si inizia a vedere il frutto del duro lavoro. Non va assolutamente trascurata perchè altrimenti dopo la lucidatura si metteranno in evidenza graffi e difetti sulla superficie. In questa fase ho aggiunto ulteriori dettagli, come il viso della pin-up e i gradi militari incisi sulle braccia della Seabee.

Foto di dettaglio, fase di carteggiatura finale. Aggiunti anche ulteriori dettagli.

Data la “pulizia” notevole del pezzo di radica (intesa come assenza di difetti naturali), col cliente abbiamo deciso di non applicare tinte, e di non scurirla per evitare il rischio di una difficile lettura dei numerosi dettagli.

La finitura è stata effettuata con cera di gommalacca (una cera con punto di fusione superiore a quello della cera carnauba), in 3 passate.

Il supporto espositore

Stand, durante la realizzazione.

Anche se non richiesto dal cliente, ho voluto creare uno stand per questa pipa, con un design elegante e che la valorizzasse. Mi piaceva l’idea che la pipa restasse quasi sospesa, come se fosse in volo.
Il supporto è realizzato in faggio e in frassino con tinta nera, e nel punto di aggancio ho inserito delle sottili strisce in pelle per evitare di creare segni sul bocchino. La pipa viene mantenuta saldamente e può essere estratta ed inserita solo lateralmente, così da evitare la possibilità di cadute accidentali.

Conclusioni

Questa pipa è probabilmente uno dei lavori più complessi che io abbia mai realizzato fino ad ora. Al netto delle ore seguite penso di aver impiegato poco meno di un mese lavorativo.
Un’esperienza che mi ha fatto crescere ulteriormente.
Certo, il soggetto è molto di “nicchia”, ma è stato estremamente apprezzato dal cliente.
La pipa è arrivata tra le mani del cliente esattamente un giorno prima del compleanno dei Seabees, in tempo per poter essere fumata esclusivamente in occasioni speciali, come in questo particolare anniversario.

Seabees – “We build, we fight!”

Altre foto qui!

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